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L'IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE DEL RECETTORE VISIVO IN POSTUROLOGIA

Il recettore visivo svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del sistema tonico posturale, non solo in quanto esorecettore, in grado di fornire fondamentali informazioni sull'ambiente esterno così da contribuire in maniera consistente all'orientamento del corpo nello spazio, ma anche per il suo ruolo di endorecettore, in relazione alla sua muscolatura estrinseca. Per poter comprendere la complessità della gestione delle informazioni che provengono dal recettore visivo a livello centrale, basta considerare il fatto che le informazioni che provengono dall'occhio sono particolarmente ambigue: un oggetto che si sposta sulla retina (la parte sensitiva dell'occhio che percepisce le immagini e tramite il nervo ottico invia le informazioni al cervello) invia alla corteccia cerebrale delle informazioni che devono essere interpretate affinché sia possibile capire se il movimento dello stesso é determinato dallo spostamento dell'oggetto nello spazio, o dalla rotazione degli occhi mentre questo é fisso, ovvero é dovuto alla rotazione della testa o, addirittura, del corpo. Per poter interpretare questi dati, le informazioni provenienti dalla retina devono essere confrontate da quelle che provengono dai propiocettori della muscolatura estrinseca dell'occhio, da quelli del tratto cervicale, da quelli della pianta dei piedi, dal sistema vestibolare ed acustico etc. Ne consegue che il recettore visivo, se squilibrato, é in grado d'influenzare negativamente le altre strutture che agiscono sulla regolazione del sistema posturale tonico. Quindi, lo squilibrio del recettore visivo, oltre a contribuire alla comparsa di alterazioni posturali, può indurre o aggravare squilibri di altri sistemi recettoriali. Ad esempio, alterazioni dell'oculomotricità possono indurre alterazioni a livello dell'occlusione o a livello dell'appoggio plantare, o influire sul regolare funzionamento della propiocettività cervicale inducendo una cervicalgia o una cefalea oculogenetica. Questi pazienti se, ad esempio, vengono visitati da un odontoiatra, risulteranno essere portatori di uno squilibrio occlusale e/o dell'ATM (articolazione temporo-mandibolare). Se l'odontoiatra, rilevando tale squilibrio, decidesse di posizionare un bite o effettuare un trattamento ortodontico rischierebbe di trattare un adattamento posturale sottoponendo il paziente ad una inutile, se non dannosa terapia. Ciò può, ad esempio, aggravare una cefalea pre-esistente o indurla, o provocare altri disturbi, spesso attribuiti ad un temporaneo adattamento alla terapia. Un altro caso che spesso riscontriamo è quello di pazienti con squilibrio dell'appoggio plantare adattativo ad alterazioni del recettore visivo che vengono trattati con solette o, peggio ancora, plantari, senza una primitiva valutazione della funzionalità del recettore visivo. É sempre, purtroppo, molto diffuso l'uso di trattare lo squilibrio rilevato nel corso di visite specialistiche odontoiatriche e ortopediche senza effettuare un'attenta valutazione posturale Questa, del resto, non può fare a meno di una valutazione completa dei diversi sistemi in grado di influenzare il sistema posturale, che comprenda anche uno studio attento del recettore visivo, sia in relazione alla capacità visiva, sia in relazione allo studio dell'oculomotricità.
Questo comportamento è particolarmente importante soprattutto nei bambini che spesso vengono sottoposti a trattamenti ortodontici o con plantari senza una completa valutazione posturale. A causa dell'elevata plasticità dell'apparato osteomiofasciale, e delle capacità d'adattamento del sistema posturale durante l'infanzia, gli squilibri raramente sono in grado d'indurre la comparsa di una sintomatologia dolorosa, per questo motivo le alterazioni indotte da uno scorretto trattamento terapeutico raramente daranno segni di sé con rapidità, causando un ritardo della diagnosi con progressiva compromissione dello squilibrio posturale.

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