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Le cervicalgie e le lombosciatalgie di origine focale

Sono definite con il termine di focalità, determinate aree del corpo dove si realizzano squilibri di natura "energetica" e neurovegetativa (come nel caso di processi infiammatori cronicizzati, ma clinicamente silenti, o di aree in cui siano presenti sostanze estranee costituite da materiale non biodegradabile) che, tramite la rete nervosa, tendono ad alterare altre zone del corpo. In realtà, le vie di diffusione delle alterazioni indotte dall'area focale possono essere diverse e tra queste ci sono i meridiani energetici. Questi, scoperti dagli agopuntori, sono vie di conduzione preferenziali dell'energia che "scorre" all'interno del nostro corpo. A causa di ciò, un meridiano che attraversi aree del corpo disturbate, quali quelle sede di focalità, può "trasmettere" lo squilibrio a distanza disturbando un organo o un tessuto attraversato dallo stesso. É questo il caso di alcune cervicalgie e/o lombalgie o sciatalgie secondarie a focalità dei seni frontali o dei denti incisivi. Queste strutture anatomiche, infatti, sono correlate al meridiano di vescica che origina a livello dell'angolo interno dell'occhio e decorre portandosi verso il vertice della testa a ciascun lato della linea mediana, a circa 2,5 cm. dalla stessa. Si porta quindi a decorrere lungo la regione vertebrale mantenendo la stessa distanza dalla linea mediana. A livello dei glutei il decorso del meridiano duplica quello del nervo sciatico fino al piede, dove termina a livello dell'angolo ungueale esterno.
Le alterazioni del meridiano possono influenzare i muscoli che vengono attraversati dallo stesso determinandone la contrattura e, quindi, la comparsa del dolore. Oltre ad essere responsabile della comparsa del dolore cervicale, lombare o sciatico, la focalità, attraverso diversi meccanismi, é in grado di interferire sul sistema tonico posturale aggravando squilibri eventualmente pre-esistenti. Conoscere la possibile origine focale delle forme algiche suddette é di fondamentale importanza al fine di formulare la corretta diagnosi e, quindi, provvedere alla loro risoluzione con opportuna terapia. Questa, essenzialmente, si avvale di una tecnica terapeutica chiamata "neuralterapia" la quale consiste nell'iniettare nella sede della focalità circa 1 cc di un anestetico locale (cloridrato di procaina al 2%). La somministrazione del farmaco, se la diagnosi di focalità é stata formulata correttamente, determina l'immediata risoluzione della sintomatologia dolorosa. É proprio questo fenomeno che conferma l'esattezza della diagnosi e la possibilità' di trattare con elevate probabilità di rapida risoluzione, la patologia algica presentata dal paziente.

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